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18.05.05 07:04 Age: 7 yrs

Riconciliazione e guarigione: conclusa la Conferenza mondiale sulla missione

NEV - NOTIZIE EVANGELICHE (protestantesimo - ecumenismo - religioni)

All'evento, organizzato dal CEC, anche uno spazio dedicato al tema della migrazione

 

Roma (NEV), 18 maggio 2005 - Con un culto nel luogo dove sorgeva l'antico Areopago di Atene e dove per primo l'apostolo Paolo "oppose ai saggi e ai sapienti la verità dell'evangelo di Cristo", si è conclusa la XIII Conferenza mondiale sulla missione e sull'evangelizzazione, organizzata dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) dal 9 al 16 maggio scorso. Un incontro che ha portato i 650 partecipanti, provenienti da oltre 110 nazioni e appartenenti alle più diverse tradizione cristiane, a riflettere e confrontarsi sul tema "Vieni, Santo Spirito, guarisci e riconcilia. Chiamati in Cristo a essere comunità che guariscono e riconciliano".


La diversa provenienza geografica e spirituale di chi ha preso parte all'evento "testimonia la gran varietà e diversità che è scaturita dalla religione mondiale cresciuta dal messaggio apostolico", ha detto Samuel Kobia, segretario generale del CEC, nel sermone conclusivo, tenutosi domenica 15 maggio, per molti dei partecipanti giorno di Pentecoste. "Lo Spirito Santo - ha affermato Kobia - rappresenta il dono della comunicazione e della comprensione che permette di capire e di udire l'evangelo nella nostra lingua. L'evangelo infatti è la buona notizia di Gesù Cristo che tutti hanno il privilegio di comprendere" a partire dal proprio contesto specifico. "Come l'apostolo Paolo e i discepoli di Cristo - ha concluso Kobia - hanno udito l'evangelo nella condizione e nel luogo in cui si trovavano e da quel momento non furono più gli stessi, lasciamo che quello stesso Spirito scenda su di noi e ci trasformi in modo da non essere mai più gli stessi".

I lavori della Conferenza hanno dato molto spazio alla preghiera e all'incontro reciproco. Piccoli gruppi di studio biblico e di discussione hanno permesso di approfondire la comunione reciproca nell'affrontare i temi della riconciliazione e della guarigione. Nelle sedute plenarie i temi discussi hanno spaziato dalla costruzione di comunità di pace al superamento della violenza, dalla lotta all'HIV/AIDS alla promozione di chiese aperte a persone di ogni condizione fisica e spirituale, alla lotta alle ingiustizie economiche.


Tra i partecipanti provenienti dall'Italia, Annemarie Dupré, della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e moderatora della Commissione delle chiese per i migranti in Europa (CCME), ha organizzato un laboratorio incentrato sui temi dell'"Essere chiesa insieme" e sul ruolo dei credenti migranti nelle chiese europee.  "Seguendo da vicino il tema dei migranti, mi sento particolarmente coinvolta in questa Conferenza - ha dichiarato Dupré - i migranti sono spesso vittime che fuggono dalla violenza dei conflitti, ma al tempo stesso anche attori, spesso non riconosciuti, nella società europea e portatori di speranza. Deve essere superato l'approccio paternalistico che vede nel migrante solo la vittima da assistere e non il fratello e la sorella che rivendica una posizione alla pari nelle nostre chiese, nelle nostre strutture ecclesiastiche e nei processi decisionali".


Molti, infine, sono stati i momenti simbolici. Non solo la celebrazione di Pentecoste nell'Areopago, ma anche la croce di legno di ulivo eretta durante la cerimonia d'apertura, dono delle chiese cristiane di Gerusalemme quale segno di riconciliazione che arriva da una terra assetata di pace. Questa stessa croce - ha annunciato Ruth Bottom, presidente della Conferenza - sarà trasportata a Porto Alegre, Brasile, per la IX Assemblea del CEC nel febbraio 2007, a testimonianza di quanto discusso e sperimentato ad Atene. La croce verrà poi definitivamente lasciata alla custodia delle chiese greche. (nev/lb)