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18.05.05 07:11 Age: 7 yrs

XIII Conferenza mondiale sulla missione: una "partecipazione allargata"

Significativa la partecipazione delle delegazioni cattoliche, pentecostali ed evangelicali

Roma (NEV), 18 maggio 2005 - La XIII Conferenza ecumenica mondiale sulla missione, organizzata dal 9 al 16 maggio scorso ad Atene dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), è stata caratterizzata per la sua "partecipazione allargata". Tra i 650 partecipanti, infatti, non erano rappresentate solo le chiese membro della CEC - anglicane, ortodosse e protestanti - ma anche la chiesa cattolica - con 42 delegati, guidati da monsignor Brian Farrel, segretario del Pontificio consiglio per l'unità dei cristiani, che hanno per la prima volta partecipato alla Conferenza non come osservatori, ma come membri a pieno titolo - e 15 rappresentanti del mondo pentecostale ed evangelicale.


"Penso che verrà il giorno in cui la mia chiesa potrebbe aderire al CEC", ha dichiarato il dottor Yong-Gi Hong, pentecostale della Yoido Full Gospel Church, Corea, ma, gli ha fatto eco il pastore Opoku Odinyah, rettore del Pentecostal University College del Ghana, "molte cose dovrebbero cambiare". Uno dei motivi che prevengono l'adesione delle chiese pentecostali al CEC è l'avversione per "l'iper-istituzionalismo". "Nella nostra tradizione - ha spiegato Hong - i doni dello Spirito sono da ricercare a livello locale. Se dobbiamo lavorare in una organizzazione ecumenica che va oltre la comunità locale, dobbiamo trovare il modo di bilanciare lo Spirito con il sistema".

La Conferenza è servita per confrontarsi su temi quali il proselitismo, per fare chiarezza rispetto a molti pregiudizi e per apprezzare i doni specifici delle chiese pentecostali. Importante è stata anche la forte ed attiva presenza di cristiani non europei. Ciò ha reso visibile il fatto che il baricentro del cristianesimo si stia spostando verso Sud e che, invece, le sedi degli organismi ecumenici risiedano ancora prevalentemente nel Nord del mondo. (nev/lb)