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13.05.05 04:29 Age: 7 yrs

"La Bibbia e'una storia di migranti…"

«I migranti infatti sono spesso vittime che fuggono dalla violenza dei conflitti; al tempo stesso sono attori (non riconosciuti) nella società europea, portatori di speranza. Non dobbiamo dimenticare che sono molti i migranti credenti che desiderano riconciliarsi con noi europei, superando le "ferite" della storia. I cristiani che arrivano in Europa dai vari continenti hanno voglia di vivere con noi la loro, anzi la nostra fede in Gesù Cristo».

di Giovanni Giuranna

Intervista a Annemarie Dupré, che partecipa alla Conferenza di Atene a nome del Ccme (Churches commission for Migrants in Europe) e della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia. E' l'unica voce italiana non cattolica ad Atene.

La Conferenza di Atene non è semplicemente un appuntamento ecumenico, ma un confronto tra chiese cristiane diverse su temi missionari. Che cosa è per lei la missione?
Direi semplicemente che è la presenza delle Chiese, o dei singoli credenti, là dove Cristo è presente tra uomini e donne che soffrono. Ma anche dove la nostra terra subisce violenza e viene irrimediabilmente distrutta; in ogni situazione in cui gli uomini non riescono a trovare una via di uscita dai loro conflitti…

Trova che questi argomenti siano affrontati nella Conferenza ecumenica sulla missione?
Sì, anche perché il tema dell'incontro invita a riflettere su "guarigione e riconciliazione". Dentro questo binomio sono comprese tutte le situazioni di esclusione, conflitto, sopruso, marginalizzazione alle quali accennavo.

In quale veste partecipa ai lavori della Conferenza missionaria mondiale?
Sono qui in quanto moderatrice della Commissione esecutiva del CCME (Commissione delle Chiese per i Migranti in Europa) che ha sede a Bruxelles e per conto della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia. Seguendo da vicino il tema dei migranti, mi sento particolarmente coinvolta in questa Conferenza. I migranti infatti sono spesso vittime che fuggono dalla violenza dei conflitti; al tempo stesso sono attori (non riconosciuti) nella società europea, portatori di speranza. Non dobbiamo dimenticare che sono molti i migranti credenti che desiderano riconciliarsi con noi europei, superando le "ferite" della storia. I cristiani che arrivano in Europa dai vari continenti hanno voglia di vivere con noi la loro, anzi la nostra fede in Gesù Cristo.

In che senso è possibile offrire ai migranti un'esperienza di riconciliazione e di guarigione?
Mi piace ricordare che la Bibbia è una storia di migranti: a partire da Abramo, Mosè, Rut… Sempre il Signore assicura la sua protezione a chi è costretto ad abbandonare il proprio paese e si espone a mille difficoltà. I migranti (penso ai rifugiati o ai profughi) hanno un forte bisogno di riconciliazione e guarigione. Anche perché arrivano in paesi che nei loro confronti mostrano diffidenza e rifiuto. I migranti sono visti come un rischio, un problema di sicurezza, mentre sono persone.

Le Chiese cristiane in Europa come vivono il loro rapporto con i migranti, che a volte alterano profondamente l'equilibrio interno di una comunità?
Parlo della situazione italiana che conosco da vicino: più dei due terzi dei protestanti che sono in Italia sono migranti. E' una situazione che non può essere elusa. Non è solo una questione di assistenza sociale e legale: dobbiamo imparare a diventare partners, capaci di condividere le responsabilità ad uno stesso livello. Non è soltanto un problema sociale, ma anche una sfida ecclesiologica. Nelle nostre chiese i migranti cristiani non possono essere considerati ospiti, ma membri che partecipano a pieno titolo ai processi decisionali. Qui si apre un'interessante prospettiva di riconciliazione e guarigione, sulla quale occorre riflettere.